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Banche Chiedono L'importo Monster - Più Di Un Trilione Di Euro
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ARGOMENTO: Banche Chiedono L'importo Monster - Più Di Un Trilione Di Euro

Banche Chiedono L'importo Monster - Più Di Un Trilione Di Euro 6 Anni, 8 Mesi fa #2384

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Banche Ue fameliche, alla Bce chiesto oltre un trilione di euro in 2 mesi

Wall Street Italia, 29 Febbraio 2012

Sono 800 gli istituti che si sono gettati a capofitto sull'asta della Banca centrale europea, stavolta per 530 miliardi (489 a dicembre). L'operazione (in sigla LTRO) a 3 anni con tasso fisso dell'1%, unica exit per evitare la crisi sistemica tramite una maxi iniezione di liquidita' che pero' continua a drogare i mercati. Somma allocata molto superiore alle previsioni (470 miliardi). "Non servira' all'economia reale". Goldman Sachs: ecco le tre banche italiane che ne beneficeranno in modo sproporzionato.

Si e' rivelata l'operazione piu' potente dell'arsenale anti crisi della Bce e consente alle autorita' politiche europee di prendere tempo: erogati alle banche europee finanziamenti record con scadenza a tre anni, al tasso fisso dell'1% per un valore totale di 529,5 miliardi di euro pari a $712.8 miliardi di dollari. L'ammontare è superiore ai 470 miliardi stimati dal consensus ed è più alto anche della maxi iniziezione di liquidità erogata agli istituti di credito europei (500 banche) lo scorso dicembre, pari a 489 miliardi di euro.

In totale le banche europee hanno chiesto finora alla Bce una cifra senza precedenti in poco piu' di 2 mesi: oltre mille miliardi di euro, per l'esattezza 1.018,5 miliardi di euro, pari a 1.364 miliardi di dollari. Prima che i dettagli sui prestiti della durata di tre anni venissero resi pubblici, alla fine dell'anno scorso, i debiti dovevano essere ripagati nel giro di un anno.

Sotto la guida di Draghi, la Bce si e' dimostrata un alleato proattivo del sistema finanziario. In questo modo Francoforte si allinea alle decisioni prese dalle altre banche centrali. Il suo bilancio, che si avvicina ai 3mila miliardi di euro, somiglia sempre di piu' a quello gonfiato della Federal Reserve.

E gli effetti sul mercato di titoli di stato italiano non tardano ad arrivare, con i rendimenti dei Btp che sono tornati sui livelli della scorsa estate. I tassi sui titoli a breve sono scesi sui valori toccati a luglio 2011, come riferito dal direttore generale dell'Abi.

Intervenuto davanti alla Commissione di Bilancio Giovanni Sabatini ha detto che l'operazione e' avvenuta al momento e nel modo giusto, rimediando agli errori compiuti dalle precendenti autorita' di politica momnetaria" .

I rendimenti a 5 anni sono calati di 13-18 punti base per effetto dell'operazione e anche i tassi a lungo termine stanno incominciando a trarre i primi benefici dell'asta LTRO.

Se il trend dovesse continuare, ha sottolineato Sabatini, "consentira' alle banche di tornare ai livelli di normalita' in fatto di finanziamenti". La capacita' creditizia degli istituti dipendera' da quello.

La prima dose di liquidita' offerta alla banche europee - fondi illimitati per tre anni a interessi di favore dell'1%, molto inferiore a quello richiesto per chi si rivolge al mercato - ha virtualmente cancellato il rischio che un istituto si trovi senza risorse liquide. Ha inoltre ridotto notevolmente la possibilita' che le banche siano costrette a dismettere enormi quantita' di asset per rispondere ai propri bisogni di liquidita'.

L'infusione di cash di dicembre ha anche alimentato le speranze che le banche utilizzino i fondi freschi per comprare debito sovrano dei paesi dell'area periferica. Non e' un caso che i rendimenti dei titoli di stato di Spagna e Italia, in particolare per le scadenze inferiori ai cinque anni, abbiano subito un brusco calo da quando la Bce ha dato il via alla prima delle sue due aste.

Tra le banche italiane, Unicredit e Banca Intesa hanno chiesto rispettivamente 12,5 miliardi di euro, stando a quanto riferito da alcune fonti interne a Piazzetta Cuccia a Bloomberg, e 24 miliardi, stando a quanto riferito dall'amministratore delegato Cucchiani. Sono cifre quasi dimezzate rispetto alle stime pre-asta.

OPERAZIONE DISPERATA E MANCANZA DI TRASPARENZA

L'operazione di rifinanziamento del sistema bancario appare disperata e - secondo gli economisti non coinvolti nell'operazione - ha il chiaro scopo di bloccare l'"effetto contagio" in Europa e fermare la crisi sistemica ormai al suo quarto anno di vita.

Poiche' la Banca Centrale europea non puo' stampare moneta come invece sta facendo da ottobre 2088 sull'altra sponda dell'Oceano la Federal Reserve per ridare fiato all'anemica economia americana, obiettivo della Bce e' evitare una "escalation" della crisi bancaria; le banche europee hanno molti "titoli tossici" in pancia, fanno fatica a ripagare i debiti in scadenza, impegnano quasi tutte le risorse ad acquistare i titoli di stato dei paesi di appartenenza (soprattutto Italia e Spagna) mentre hanno ridotto ai minimi termini i prestiti a famiglie e aziende, che infatti (rispettivamente) soffrono e vanno verso la chiusura.

La Bce non comunica (il che e' scandaloso, e si spera Mario Draghi provvedera' in futuro alla mancanza di trasparenza) l'identita' delle banche che si sono gettate a capofitto per approfittare dell'occasione unica di prendere denaro in prestito all'1%, molto probabilmente per investirlo subito dopo in titoli di stato come i Btp a 10 anni che rendono tra il 5,5% e il 6% (un carry trade di oltre 500 punti base senza precedenti, alle spalle dei cittadini).

La speranza - scrive il Wall Street Jourrnal - e' evitare lo "stigma" e la cattiva reputazione che vengono dal riconoscere di aver attinto a pieni mani al maxi rifinanziamento ("e' come metadone propinato ad un tossico-dipendente", spiega con immagine brutale ma efficace un analista finanziario). "Dozzine di banche europee, compreso virtualmnete l'intero comparto di Spagna e Italia hanno rivelato di aver attinto al primo LTRO varato lo scorso dicembre", scrive il WSJ.

In tutto, sono state 800 le banche che hanno bussato alla porta dell'istituto di Francoforte. Le richieste sono state dunque maggiori rispetto allo scorso 21 dicembre, giorno della prima operazione LTRO (Long Term Refinancing Operation), quando all'asta della Bce hanno partecipato 523 banche.

LA REAZIONE DEI MERCATI

Riguardo alla reazione dei mercati, i Treasury americani hanno segnato un immediato ribasso dopo i risultati dell'asta Bce. Il calo ha portato i tassi Usa a dieci anni a salire di due punti base all'1,96%, secondo i prezzi monitorati da Bloomberg.

La borsa di Milano ha brindato solo per qualche minuto all'esito dell'asta, dimezzando quasi subito i guadagni. Nessun rally neanche per le altre piazze finanziarie europee, che sembrano essere consapevoli del rischio esplosione bolla che una tale iniezione di liquidità sta creando. Tanto che già si parla di anarchia monetaria.

Sul fronte del mercato italiano dei titoli di stato, entrando nel dettaglio, ancora in crescita i bond a due anni, a cui corrisponde il calo dei rendimenti fino al 2,23%. In flessione anche i rendimenti dei titoli di stato spagnoli, al 2,36%. L'euro, con la sua flessione, si rivela la vera conferma dello scetticismo che molti analisti serbano verso l'operazione LTRO della Bce. Subito dopo l'annuncio, la moneta unica è scesa infatti da $1,3471 precedenti a $1,3445, mentre i Bund tedeschi a 10 anni hanno incrementato le perdite.

ANALISTI: RISCHIO DI DIPENDENZA DALLA DROGA BCE

"(Questa operazione) è davvero l'unico elemento a disposizione per sostenere le banche e l'economia", commenta Carsten Brzeski, economista senior presso ING Group a Bruxelles, prima della diffusione dei risultati ufficiali.

Sia i titoli di stato - soprattutto italiani - che i mercati azionari hanno segnato un forte rally a partire dalla prima operazione di LTRO che è stata indetta dalla Bce. Questo, in quanto i finanziamenti erogati alle banche sono stati utilizzati dalle stesse soprattutto per acquistare i bond governativi (e non tanto per restituire linfa all'economia), allentando notevolmente la pressione sugli interessi dei titoli.

Tuttavia, il rischio è che le banche stiano diventando troppo dipendenti dai fondi della Bce e che non riescano a prendere in modo autonomo quelle misure che sono necessarie per rafforzare i bilanci.

Indicativi i commenti degli analisti. Steve Barrow, responsabile della divisione di ricerca Group-of-10 presso Standard Bank, afferma: "C'è una grande differenza tra il fermare una crisi e il dare inizio a una ripresa". I prestiti della Bce, precisa, "forse sono stati capaci di fare la prima cosa, ma non riusciranno a centrare il secondo obiettivo".

LE TRE BANCHE CHE PIU' NE GIOVERANNO

Goldman Sachs in una nota emanata dopo l'operazione LTRO ha un tono meno pessimista. "Oggi la Bce, attraverso la sua operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) - ha collocato a pieno 529 miliardi di euro di fondi a tre anni a favore di 800 banche. Insieme alla prima asta, la Bce ha finora iniettato nel sistema 1 trilione di euro. Si tratta di una somma estremamente alta che corrisponde, per esempio, al 131% di tutti i bond delle banche europee (il 249% di quelli non garantiti) che scadranno nel 2012 e che è pari al 72% (o al 132% per quelli non garantiti) della combinazione di bond che scadranno nel 2012 e nel 2013. Al momento, dunque, le banche europee sono efficacemente pre-finanziate fino al 2014".

Per Goldman Sachs, dunque, le banche ora sono in gran parte isolate dal rischio di shock nei mercati finanziari. Ma più del dato aggregato sulla partecipazione delle banche all'asta, è "importante conoscere gli aggregati (ovvero le partecipazioni) di ogni paese all'asta". Goldman Sachs continua affermando: "prevediamo che i numeri sulla partecipazione di banche italiane e spagnole saranno elevati".

"Identifichiamo le banche che beneficeranno in modo "sproporzionato" dall'operazione della Bce. Tra queste, Banesto (Buy), Banco Popular Espanol (non oggetto ancora di rating), le banche italiane Banco Popolare, MPS e Ubi Banca (tutte neutral).

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TRA LE ITALIANE E' INTESA CHE HA CHIESTO PIU' FONDI

Roma (Reuters) - Intesa Sanpaolo è la banca italiana che ha chiesto più fondi oggi nell'operazione di rifinanziamento a tre anni della Bce: 24 miliardi di euro per l'esattezza, come indicato dall'Ad della banca, Enrico Tomaso Cucchiani. La cifra è pari al 4,53% dei 529 miliardi nell'intero sistema euro rispetto ai 12 miliardi del primo pronti contro termine di pari scadenza del 21 dicembre.

Parte dei fondi verrà destinata all'acquisto di titoli di Stato italiani. L'operazione della Bce è a rubinetto e al tasso del'1%. Secondo quanto hanno riferito all'agenzia Reuters fonti autorevoli, le banche italiane hanno partecipato al p/t odierno della Bce per un ammontare simile ai 116 miliardi dell'analoga operazione di dicembre.

Gli analisti, in realtà, scontavano questa volta una partecipazione più modesta, intorno a 70 miliardi di euro. In particolare, Unicredit avrebbe partecipato per un ammontare "inferiore" ai 12,5 miliardi di bond garantiti emessi dopo il primo p/t triennale di dicembre. A dicembre la quota della banca era stata pari a 15 miliardi.

Ubi Banca avrebbe richiesto 6 miliardi di euro, il Banco Popolare "almeno" 1,7 miliardi rispetto ai 3 miliardi di euro dell'omologa asta precedente. La Popolare Emilia Romagna per 2 miliardi rispetto ai 2,4 miliardi della prima asta. Quanto a Mediobanca, l'Ad Nagel aveva anticipato nei giorni scorsi che l'istituto avrebbe chiesto una somma simile a quella presa in occasione della prima asta pari a 4 miliardi.

L'operazione della Bce, ha riconosciuto il ministro per lo Sviluppo economico, nonché ex consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, crea risorse anzitutto per sostituire altre fonti di finanziamento progressivamente azzerate a causa della crisi e degli spread. E d'altro canto, ha osservato, offrirà molte risorse per l'economia reale.

"Il mestiere delle banche è di fare credito", ha aggiunto Passera. "Se no lo fanno, sono le prime a non avere i conti in ordine". Certamente, ha ragionato ancora, "quello che è successo negli ultimi mesi, con gli spread (oggi quota a 343 punti base, ndr) e con le regole Eba, ha reso a molte banche più difficile fare credito".

Per Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera, l'operazione di liquidità da parte della Bce sarà davvero "fortunata e saggia", come ha detto Passera, se darà ossigeno alle imprese, cioè se davvero le ingenti risorse finanziarie immesse nel sistema creditizio al tasso dell'1% verranno poi drenate nel sistema economico reale.

E comunque, se lo scenario economico dovesse peggiorare, gli economisti di Royal Bank of Scotland non escludono che la Banca centrale europea possa offrire nuove aste triennali di rifinanziamento illimitato. Addirittura arrivano a ipotizzare aste con scadenze ancora più lunghe, fino a 5 anni.

"Simili operazioni darebbero un certo sostegno al sistema bancario, ma allo stesso tempo solleverebbero delle domande sul finanziamento delle banche dell'Eurozona e sulla loro dipendenza dalla Bce", osservano a Rbs. In effetti, sostiene Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane Bnp Paribas, la Bce non dovrebbe ripetere operazioni di tal tipo con cadenza regolare.

Quando una banca centrale concede prestiti a medio termine sorgono, infatti, alcuni rischi: la liquidità immessa potrebbe essere considerata un aiuto pubblico e le banche potrebbero essere portate ad assumere rischi a cui non si sarebbero esposte in condizioni normali del mercato secondario privato.

Il regolare rinnovo delle LTRO a 3 anni allevierebbe la pressione sui Governi in tema di rigore fiscale. "Sebbene le LTRO a 3 anni abbiano svolto un ruolo cruciale nel calo del rischio sistemico, la Bce ricorrerà ancora a tali operazioni solo in caso di stress bancario nuovamente su livelli elevati", conclude Olivier Beffy.
Gold is the money of kings, silver is the money of gentlemen, barter is the money of peasants, but debt is the money of slaves.

Re: Banche Chiedono L'importo Monster - Più Di Un Trilione Di Euro 4 Anni, 6 Mesi fa #2828

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