Alternative currency and balanced living system. Alternativna valuta i uravnoteženi životni sistem. Moneta alternativa e sistema di vita equilibrato.

Linija

Search

Home Forum
Welcome, Guest
Username Password: Remember me

Si, io sono sovrano, e no, la tua approvazione non è necessaria
(1 viewing) (1) Guest
  • Page:
  • 1

TOPIC: Si, io sono sovrano, e no, la tua approvazione non è necessaria

Si, io sono sovrano, e no, la tua approvazione non è necessaria 2 years, 4 months ago #2970

Si, io sono sovrano, e no, la tua approvazione non è necessaria!


Considerazione numero uno: "Educazione"

Prendere l'autorità come la verità, piuttosto che la verità come l'autorità, è certamente uno dei modi più efficaci in cui la scienza viene manipolata per adattarla all'agenda socio-politica. Il sistema educativo statale non è una questione di scelta personale. Al contrario, questo tipo di scolarizzazione centralizzato è imposto alla gente da parte del governo, in quanto è obbligatorio. Ecco che cosa ne pensa Allan Bloom al riguardo: "La tirannia di maggior successo non è quella che usa la forza per assicurare uniformità, ma quella che rimuove la coscienza delle altre possibilità, che fa sembrare inconcepibile la fattibilità dei modi diversi, che rimuove il senso che vi è un fuori". Questo titolo giornalistico non arriva né dall'ex Germania Nazista, né dall'ex Italia Fascista, ma è apparso il giorno 22 gennaio 2015 sulla home page del "Wall Street Italia" - uno dei siti web più popolari nel ramo di economia, finanza, politica e news: "Come nell'Unione Sovietica. Se metti in dubbio l'autorità, sei malato di mente".

Considerazione numero due: "Promessa Di Pagamento"

Se qualcuno vuole depositare - per esempio moneta euro d'oro - sul suo conto in banca, quello che succede dopo è piuttosto mirabolante. Non si può fare. É vietato. Proibito. Ai reali valori materiali non è concessa la circolazione nei conti bancari. A mia comprensione, in tutto il mondo il mezzo legale di pagamento è attualmente qualcosa senza alcun valore intrinseco, qualcosa che non esiste in natura. La creazione e la circolazione del mezzo legale di pagamento quindi non è altro che un semplice aggiustamento nel libro contabile. Poiché tutta la cosiddetta 'valuta moderna' viene emessa come debito fittizio privo di valore, tutto il cosiddetto 'denaro moderno' automaticamente rappresenta nient'altro che una semplice promessa di pagamento. Ma allora come qualcosa può essere pagato con niente? Dato che stiamo parlando del concetto, questo non è affatto un problema. Tutto ciò che serve è un po' di qualche cieca credenza irrazionale che la promessa di pagamento scrita sia la stessa identica cosa come il pagamento stesso. E tutto va bene. Ma cosa succede se viene un tizio e posa le seguenti tre domande prima di accettare per pagamento una banconota al suo valore facciale: "1) Stai promettendo di pagarmi, con che cosa? 2) Stai promettendo di pagarmi, quando? 3) Qual è la garanzia che, nel frattempo, il concetto di tempo non sarà cambiato"?

Considerazione numero tre: "Noi, Il Popolo"

Il cosiddetto 'Contrato Sociale' è un pezzo di (presumibilmente) carta, davvero molto intrigante. Quando qualcuno muore, con lui muore anche la sua responsabilità personale. Sarebbe tanto interessante determinare se 'Il Popolo' vive un vita media pari a 70-80 anni, o è immortale? Io apprezzo molto che 'Il Popolo' chiede la libertà di informazione, la libertà di parola, la libertà di religione, la libertà di espressione sessuale e simili. Però, non posso accettare in nessun modo che 'Il Popolo' esige la libertà dalle responsabilità. Chi è dunque 'Il Popolo'? Presumibilmente, 'Il Popolo' compone lo 'Stato', e non viceversa. Siccome è impossibile prendergli le impronte digitali, siccome non può essere toccato o visto, siccome è impossibile parlargli, e siccome non lo si può nemmeno definire - chi è esattamente e precisamente 'Il Popolo'? Se io non sono te, e tu non sei me, chi è 'Il Popolo'? Forse loro? 'Presidente', forse? 'Governo'? 'Tribunale Del Popolo'? Stranamente, anche se quasi tutte le azioni sia all'interno che all'esterno dello 'Stato' sono fatte dal 'Popolo' o in nome del 'Popolo', tutto ciò che accade è responsabilità di nessuno.


Senza il pensiero critico non c'è neanche alcuna ricerca seria, ed è molto difficile che quest'ultima possa digerire la storia di concorrenza e di libero o qualsiasi altro mercato in un ambiente distorto dove: 1) tra domanda, offerta e prezzo non esiste nessun rapporto reale; 2) l'emittente del unico mezzo di pagamento consentito, e dittatore del suo prezzo, è contemporaneamente anche il più grande partecipante alle compravendite.
Indipendentemente da quanto qualcuno può essere bravo in ​​qualcosa, senza l'ufficiale riconoscimento da parte del establishment, lui non può diventare un esperto in questo specifico campo. Di indovinare le ragioni non ce n'è proprio bisogno. I titoli con cui l'élite premia la classe dei professionisti garantiscono la quasi certa accettazione delle loro speculazioni teoriche da parte dei cittadini. La realtà è però che il diploma ben lucidato non deve necessariamente essere un giusto indicatore della vera competenza e sapienza, il che è indubbiamente confermato dal dato fattuale che su tutti i fronti i vari cataclismi continuano ad appiccicarsi a questa civiltà come le mosche alla merda.
La mente illusa, sebbene ignorando i fatti può cercare di scappare dalla verità in una fantasia di proprio gusto, non può sfuggire alla legge di Stein che dice che se qualcosa non può andare avanti all'infinito, ad un certo punto si fermerà. Come risultato di una insostenibile e catastrofica politica economica, e conseguentemente anche di una catastrofica politica ecologica, tutto il mondo sta letteralmente annegando in un mare di debiti e di spazzatura. Questo stimola ancora di più le banche centrali nel propagandare l'idea grottesca che, se raggiungiamo abbastanza accelerazione in tutto ciò, tutti noi riusciremo in qualche modo a staccarci dalla stretta gravitazionale della realtà e quindi evitare la tragedia inevitabile.

"Chi siamo, quando e come siamo arrivati qui, e soprattutto perchè siamo quì" - trattasi di un enigma irrisolvibile per l'umanità attorno al quale si incrociano le spade già migliaia di anni. Più la scienza avanza, più il tema diventa misterioso e la società ulteriormente persa e confusa.

Con un breve sguardo indietro alla storia, si constata che gli uomini possono fondamentalmente essere divisi in due soli gruppi: quelli che vogliono controllare gli altri, e quelli che vogliono essere lasciati in pace.
È una verità innegabile che la vita in società condiziona i membri di questa innaturale comunità - adesso già globale - ad essere dipendenti l'uno dall'altro, a partire dal momento in cui questi per la prima volta aprono gli occhi e compongono il primo pensiero. Il ruolo principale in questa dipendenza lo sta svolgendo un sottogruppo di esseri umani che costituisce di gran lunga la maggior parte del collettivo. Che lo si voglia o no, nella società non c'è terza opzione: o sei un leader, o sei un seguace. Certo, trattasi di uno spettro più che ampio, ma non si può negare il fatto che tale multicolorità tuttavia rappresenta, senza nessuna eccezione, i seguaci – elementi di cui il presente è tassato ed il futuro già predeterminato, elementi che per risolvere i propri problemi hanno bisogno dell'autorizzazione altrui. Genitori operai manovali, genitori professori, genitori operatori sanitari, genitori pescatori, genitori contadini, genitori scienziati, genitori commercianti - per citarne solo alcuni di coloro che permettono ai disegnatori del concetto dello Stato di educare i loro figli alla dipendenza e indottrinarli alla subordinazione. Non è che per caso c'è qualcosa di profondamente sbagliato se in tutto il mondo, milioni e milioni di bambini sani vengono quotidianamente costretti a bere tonnellate e tonnellate di psicofarmaci per poterli assimilare nel sistema scolastico?
Impiantando preconcetti e pregiudizi, esercitando attraverso l'istruzione scolastica obbligatoria una profonda influenza sul modo di pensare, sul giudizio e sulla creatività, lo Stato - come il culto religioso più forte e più diffuso in tutta la storia - è indubbiamente il Fattore numero 1 nelle limitazioni della reale portata delle abilità umane, in quanto le medesime sono inseparabilmente legate alla (in)capacità dell'uomo di sfruttare appieno il potenziale del suo cervello.

Costruire la dipendenza significa costruire una forma di controllo estremamente efficace. Non è poi così difficile prevedere il comportamento delle masse costantemente bombardate tramite i media con avvertimenti di innumerevoli pericoli ad ogni angolo, dai quali soltanto lo Stato può fornire una protezione adeguata. Se in cima di tutto ciò si aggiunge un sistema monetario insostenibile basato sul debito, con le minacce di apocalisse in caso di interruzione di pagamento dei debiti, si è letteralmente ridotto in schiavitù l'intera popolazione. Felici o no, languire nella gabbia rimane ai carcerati comunque un'opzione molto migliore rispetto all' esporsi ai rischi in agguato nella sconosciuta e mostruosa atmosfera al di fuori delle sbarre.

Ognuno alla fine della propria esistenza affronta questi ultimi - utili allo scopo - attimi, in cui la vita intera passa davanti agli occhi in soli pochi minuti. Dopo aver preso in considerazione tutto quello che si è fatto e tutto quello che non si è mai fatto, la maggior parte degli uomini si sente miseramente, totalmente delusa. Sconfitta. Ha trascorso tutta la vita cercando se stessa, sia là dove è stata indirizzata dai politici, sia là dove è stata stimolata dai banchieri, sia là dove è stata guidata dai preti, e adesso sta morendo senza essersi trovata. Sebbene troppo tardi, qualcuno alla fine comunque si rende conto di aver fatalmente sbagliato perchè, invece che all'interno di se stesso, ha tentato inutilmente di scoprirsi nel mondo esterno, lì dove la sua felicità personale non è mai stata nelle sue mani.

Generalmente parlando, ogni dibattito intorno al vero sé dell'uomo dovrebbe essere superfluo per la semplice ragione che egli già di per se stesso nasce proprio come tale. L'appartenenza alla società, cioè la partecipazione alle fantasie psicologiche altrui - imposta a tutti gli esseri umani su questo pianeta - evidentemente è però la circostanza che con notevole successo, conduce l'uomo a trascorrere l'intera propria vita senza mai diventare cosciente del suo vero sé.
La gente che vuole prendere le proprie decisioni, a prescindere delle pressioni sociali, una volta veniva torturata e liquidata come fuorilegge e come streghe, oggi come terroristi, e domani chissà... Non importa se si tratta di un regno, di un Stato democratico o di una chiesa: una caratteristica fondamentale di ogni tradizione e cultura è che sono proprio esse stesse il più grande ed il più feroce ostacolo per la scoperta dell'uomo del vero sé. Perché nel momento in cui scopre il suo vero sé, un uomo diventa una entità distinta e separata. Un individuo consapevole della drastica differenza tra il significato naturale dell'esistenza in termini di vivere, e innaturale in termini di funzionare.
All'uomo, una volta che è diventato cosciente del suo vero sé, improvvisamente davanti al naso appare la realtà non soffocata. Egli è perciò immune alla psicologia sociale, superstizioni e sfruttamento. Non può essere comandato da nessuno poiché conosce perfettamente il suo inalienabile diritto a/di vivere in base alle proprie comprensioni, senza bisogno di alcun permesso e/o licenza.
Quel qualcosa che è necessario per far fiorire la vita - per ottenere appagamento fisico, emotivo e spirituale - differisce da individuo a individuo. Questo è essenzialmente il vero senso di individualità. Ognuno di noi è unico ed originale, ma questa diversità è esattamente l'opposto dell'integrazione nella uniformità senza volto dettata dalla società. In altre parole, l'uomo che ha scoperto il suo vero sé vivrà secondo la propria intuizione facendo ciò che ama fare. Coloro che invece non sono riusciti a realizzare se stessi in tale modo naturale, funzioneranno attraverso qualche loro falso sé, eseguendo obbedientemente ordini altrui datigli in nome dell'indiscutibile miglioramento sacro.

Il soddisfacimento di bisogni essenziali è il prerequisito primario per la sopravvivenza degli esseri umani. All'interno della società, le persone hanno lasciato interamente ai governi di prendersi cura di questo. I governi invece a loro volta hanno in gran parte regalato le risorse naturali e sociali alle aziende private il che ha inevitabilmente trasformato: 1) la gestione e la distribuzione in un modo molto conveniente per trarre profitto; 2) l'ingiustizia in un problema di deficienze e incapacità personali - trattati 'con successo' nei numerosi studi medici specializzati mediante terapia la quale insegna alla gente di vedere lo sfruttamento da una prospettiva positiva.

Un uomo puo uccidere un altro uomo in vari modi, ad esempio intenzionalmente, agendo negligentemente, partecipando direttamente all'uccisione come complice o intermediando tra i mandanti e gli esecutori dell'omicidio. Un uomo puo uccidere un altro uomo anche con il proprio silenzio, se tiene la bocca chiusa quando parlare è il suo dovere.
Per essere in grado di non permettere agli altri di governarlo e di imporgli qualche suo falso sé, l'individuo - padrone di se stesso - prima di tutto deve essere indipendente nel soddisfare i bisogni fondamentali della vita, il che in pratica significa che deve avere accesso libero e indisturbato alle risorse naturali. Ma l'infinità del denaro, dei debiti, delle necessità, delle giustificazioni e delle scuse, l'infinità del soffocamento dell'umanità e la paura infinita di tutto questo, ovviamente si espande inesorabilmente ed ha colpito l'intero globo terrestre. In un tale ambiente si tratta del brutale crimine contro l'uomo commesso da parte delle persone - sia nel caso in cui la vita dell'uomo si è spenta per mancanza dei mezzi necessari per la sopravvivenza sottratigli, sia nel caso in cui l'uomo muore mentre legittimamente sta cercando di lottare per ottenere questi mezzi.

All'interno della finzione conosciuta come lo 'Stato', l'andamento della vita sociale è basato principalmente sulle presunzioni. Alcune di queste presunzioni che condizionano completamente la vita di ciascun cittadino sono piuttosto irrilevanti, mentre altre hanno invece un impatto cruciale e sono prevalentemente molto dannose - come per esempio le presunzioni in base ai quali operano i gruppi di individui che si fanno chiamare il 'Governo', le 'Autorità Giudiziarie' e simili. La più importante, tra tutte le presunzioni di questi personaggi figurativi, è sicuramente quella, stratosfericamente falsa, che nell'area geografica che coincide con la dimensione immaginaria chiamata lo 'Stato', essi - dalle loro posizioni sociali supreme - hanno la giurisdizione non solo su tutte le persone ma anche su tutti gli uomini e sulle loro proprietà. Quo warranto?
Sta di fatto, però, che non vi è alcuna ragione in questo Universo per cui io devo credere nelle tali e quali congetture senza le prove inconfutabili della loro esattezza. A prescindere da quanto i loro autori siano autorevoli, e da quanto grandi siano le pretese delle loro autoproclamate regole statutarie e norme di comportamento che le medesime presunzioni siano valide e rispettate da tutti. Infatti, l'idea che qualcuno sia autorizzato ad aggredire un altro uomo e regolare ogni aspetto della sua vita, è nient'altro che una pura e semplice sciocchezza se non ha la copertura in qualcosa di molto più serio e verificabile dalla futile ostinata insistenza.

Fictio juris non est ubi veritas. Al contrario di tutte queste presunzioni le cui conseguenze sono sempre più dure e intense - costringendoci all'integrazione completa nel collettivo globale strutturato da 'elementi' adattati al controllo totale e privati del diritto all'autodeterminazione e del diritto di libero accesso ai mezzi essenziali per la sopravvivenza - l'esatta e inconfondibile identificazione del mio essere e dei miei inalienabili diritti deriva innanzitutto dal fatto indubbio dove sto:



Le credenze non cambiano i fatti, ma i fatti cambiano le credenze. Il fatto che ogni uomo nasce sovrano costituisce una parte integrale della Legge Naturale Universale. Tutti i diritti intrinseci dell'uomo sono i diritti inalienabili. Questi diritti non sono concessi dal GOVERNO, e non sono i privilegi elargiti dalla SOCIETÀ o creati da documenti. Pertanto, questi diritti non possono essere regolati, limitati o annullati da parte di tali poteri. Qualsiasi presunta AUTORITÀ che cerca di spogliare l'uomo del suo Diritto Naturale è una AUTORITÀ illegittima.

Allucinazione, vale la pena ricordarsi, significa da qualche parte vedere qualcosa che lì non c'è. Indipendentemente da ciò che gli altri dicono chi e che cosa dovrei essere, stando come una vivente realtà fisica qui dove sto - io sono colui che sono - uomo libero e sovrano, a prescindere da quali regole innaturali mi circondano, perché sono pienamente responsabile di tutto quello che faccio. Impedire all'uomo libertà di movimento e l'esercizio del diritto a/di sopravvivere soddisfando esigenze basilari, significa non solo violare varie cosiddette DICHIARAZIONI DELLE NAZIONI UNITE e altre cosiddette LEGISLAZIONI INTERNAZIONALI, ma anche e soprattutto compiere i più gravi crimini secondo la Legge Naturale Universale.

Essendo completamente fuori dal cosiddetto 'Sistema' e dai suoi 'Regolamenti', Io - Aljoša da famiglia Đurić, non ho il nome, non ho il cognome, non abito, non ho un domicilio, non ho residenza, non ho nessun indirizzo, ma senza bisogno di alcun permesso e/o licenza semplicemente vivo onestamente e pacificamente ovunque dove mi trovo in un dato momento. Come uomo libero e sovrano, sono sotto esclusiva giurisdizione della Legge Naturale Universale. Non rappresento nessuno e nessuno ha il mio consenso di rappresentarmi - di conseguenza, chiunque osa influenzare anche minimamente la mia vita in tal modo, compie un crimine.


Clicca sul link per leggere il resto:

SOVRO - Strumento Sovrano Di Pagamento
  • Page:
  • 1
Time to create page: 0.17 seconds